Glossario

A.ATO (Autorità d'ambito territoriale ottimale)

Ente pubblico istituzionalmente incaricato dell’organizzazione e del controllo del Servizio Idrico Integrato.

Acque reflue

dette anche “acque di scarico”. Sono le acque provenienti da insediamenti di tipo residenziale o da edifici o installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni.

Acquiferi

Quantità di acqua contenuta nelle porosità, negli interstizi, nelle cavità e nelle fratture geologiche del suolo e delle rocce.

Adduzione

Passaggio dell'acqua dai punti di prelievo ai serbatoi, prima dell'immissione nella rete di distribuzione. Durante questo passaggio l'acqua può essere sottoposta a trattamenti di potabilizzazione.

Alo(geno) in inglese Halo(gen)

Gruppo di sostanze con analoghe caratteristiche chimiche ("alogeno" significa "che forma Sali") ed in particolare dotate di forte azione ossidante e disinfettante. Il più noto è il Cloro (gas che disciolto in acqua forma gli Ipocloriti) ma sono anche usati il Bromo e lo Iodio.

Area territoriale omogenea

aggregazione di Comuni non appartenenti alle Comunità Montane secondo logiche territoriali.

Biossido di Cloro (CLO2)

forte disinfettante che, a causa dell’instabilità, deve essere preparato sul posto a seguito, in genere, di una reazione chimica tra Acido Cloridrico (Acido Muriatico) e Clorito di Sodio.

Captazione

Prelievo, attraverso una serie di impianti, di acqua da cicli naturali, quali sorgenti, falde freatiche o artesiane, acque superficiali correnti (fiumi) o stagnanti (laghi), acque subalvee e, raramente, da acque meteoriche o piovane.

Carbone attivo

Il Carbone Attivo è un comune carbone derivante da giacimenti (perciò denominato "minerale") o preparato con processi industriali (ad esempio da gusci di noci di cocco e perciò denominato "vegetale") che, sottoposto a speciali trattamenti, per lo più termici, assume una porosità enorme ovvero un'enorme superficie specifica costituita dalle pareti dei pori stessi che può superare i 1200 m2 per grammo. Poiché qualsiasi carbone ha un certo grado di affinità verso le sostanze organiche con le quali forma deboli legami (definiti di "adsorbimento"), dipendenti anche dalla natura della sostanza organica, ne viene che l'enorme superficie del Carbone Attivo facilita la formazione dei legami (in pratica è come se il gran numero di legami ne supplisse la debolezza). I Carboni Attivi più usati sono granulari (GAC o Granular Activated Carbon) ma esistono anche in polvere (PAC o Powdered Activated Carbon). I GAC, utilizzati appunto per rimuovere dall'acqua le sostanze organiche di qualsiasi tipo, possono essere rigenerati con sistemi termici (in pratica mediante la combustione in atmosfera controllata delle sostanze adsorbite).

Catalisi

Meccanismo mediante il quale talune reazioni chimiche vengono accelerate in presenza di altre sostanze (catalizzatori) che, pur intervenendo nelle reazioni medesime, vengono trovate inalterate al termine di queste.

Clorito (Cl2-)

Ione che si forma come DBP da reazioni di ossidazione quando si usa il Biossido di Cloro quale disinfettante.

DBP – Disinfection by products (sottoprodotti di disinfezione)

I forti ossidanti chimici usati per la disinfezione dell’acqua agiscono anche sulle altre sostanze disciolte (organiche ed inorganiche) provocandone trasformazioni chimiche che portano a nuove molecole o ioni che possono essere variamente pericolosi per la salute umana. Ciascuno di questi ossidanti è caratterizzato dalla formazione di specifici DBP anche se i DBP realmente formati possono essere, pur se in tracce, parecchie centinaia. Per questo motivo la legislazione prevede Valori di Parametro solo per i DBP più caratteristici dei disinfettanti più usati: Trialometani (THM) per gli ossidanti a base di Cloro; Clorito per il Biossido di Cloro e Bromato per l'Ozono. Questi DBP sono cioè le sostanze di riferimento il cui rispetto sottintende una ragionevole garanzia di sicurezza globale.

Disinfezione

trattamento finalizzato all’uccisione, inattivazione o rimozione di micro-organismi pericolosi per l’organismo umano la cui efficacia si esprime in percentuale di obiettivo raggiunto, o con il logaritmo decimale di tale percentuale (ad esempio inattivazione 99.9 % = 3 log). L’efficacia dipende da un gran numero di fattori oltre che dal tipo di disinfettante prescelto e di micro-organismo considerato. La disinfezione può essere realizzata con sistemi chimici (ad esempio: Cloro e derivati come l’Ipoclorito di Sodio, cioè la comune Varechina, Biossido di Cloro, Ozono); fisici (ad esempio: raggi UV- Ultravioletti; bollitura) e meccanici (ad esempio: filtrazione). Di fatto qualsiasi disinfezione non è “selettiva” ed agisce indistintamente su tutti i micro-organismi, anche innocui. La concentrazione del disinfettante residuo nell’acqua distribuita in rete dovrebbe preferibilmente essere tale da consentirne la persistenza fino all’ultimo dei rubinetti, sia per garantire il mantenimento della sicurezza igienica sia perché la sua ingiustificata scomparsa può essere assunta come segnale di allarme, monitorabile “on-line”, surrogando così più lunghi e complessi controlli microbiologici.

Distribuzione (rete di)

Passaggio dell’acqua potabile dai serbatoi terminali dell’adduzione al punto di consegna all’utente (in genere il contatore). Successivamente a tale punto comincia l’impianto di distribuzione domestico che termina al rubinetto.

Durezza

la durezza dell’acqua è costituita da alcuni ioni (chiamati “alcalino-terrosi”, tra i quali principalmente Calcio e Magnesio) in grado di formare, ad esempio per effetto del riscaldamento, depositi incrostanti sulle superfici dei materiali con i quali l’acqua è a contatto. L’elevata durezza è responsabile di sprechi energetici (a causa delle incrostazioni), del maggior consumo di detersivo e, nei casi più gravi, dell’intasamento delle tubazioni.

Ferro e manganese

Sostanze comunemente presenti nell’acqua di falda in una forma ionica solubile (nella fattispecie bivalente: Fe2+ e Mn2+). Attraverso un meccanismo denominato di ossidazione, vengono trasformate in forme ioniche che tendono a insolubilizzarsi cioè a formare composti solidi separabili dall’acqua, ad esempio, con filtri. Per l’ossidazione sono spesso utilizzati gli stessi prodotti chimici impiegati per la disinfezione. Queste sostanze non sono dannose tanto per l’organismo quanto per le dotazioni domestiche (in particolare la biancheria durante la lavatura). Inoltre possono innescare fenomeni corrosivi lungo la rete di distribuzione.

Filtrazione

Operazione unitaria consistente nella separazione di fasi, nella fattispecie separazione solido/liquido. Esistono e sono utilizzati una miriade di sistemi di filtrazione ciascuno con caratteristiche proprie e con specifici campi di applicazione.

Ioni

Particelle che risultano dalla “rottura” di una molecola salina ad opera dell’acqua. Ad esempio il comune sale da cucina (NaCl – Cloruro di Sodio) sciolto nell’acqua subito si spezza in ioni: Na+ (ione positivo o catione) e Cl- (ione negativo o anione). La loro presenza in quantità più o meno elevata determina la conducibilità di un’acqua.

Nichel

Sostanza di natura metallica raramente presente nelle acque naturali in concentrazione significativa, come accade invece nel bacino idrico dell’Orba, interessando alcuni acquedotti. Non è mai stata dimostrata la pericolosità del Nichel, eventualmente presente nell’acqua, per ingestione (cancerogenicità o altro), mentre è ben documentato il suo legame con importanti forme allergiche tanto da esserne vietato l’impiego con oggetti destinati a venire a contatto con l’epidermide (orecchini, anelli, ecc.).

Nitrati

Inquinanti particolarmente comune in zone a vocazione agricola in quanto derivanti, direttamente o indirettamente, da pratiche di fertilizzazione o da deiezioni di animali. La pericolosità dei Nitrati dipende dal fatto che, nell’intestino, subiscono trasformazioni che portano a sostanze chimiche che ostacolano lo scambio di Ossigeno nel sangue.

Osmosi inversa (R.O.)

Complesso fenomeno chimico-fisico mediante il quale se due soluzioni saline, a diversa concentrazione, sono separate da una particolare membrana (detta “membrana osmotica”), l’acqua della soluzione più diluita tende a passare, attraversando la membrana, verso quella più concentrata. Cioè è come se l’acqua fosse “spinta” da una pressione, che si chiama appunto “pressione osmotica”, tanto più elevata quanto maggiore è la differenza di concentrazione tra le due soluzioni a contatto. La pressione osmotica “diretta” è responsabile di un gran numero di meccanismi vitali nell’uomo e negli animali ma anche nel mondo vegetale. Se viene esercitata sulla soluzione salina più concentrata una pressione maggiore di quella osmotica, è possibile invertire il flusso ossia far passare acqua dalla soluzione più concentrata verso quella più diluita. In questo modo diventa possibile, ad esempio, produrre acqua dolce da acqua di mare. Da qui il nome di “Osmosi Inversa” (R.O. dall’inglese “Reverse Osmosis”). Dal punto di vista pratico (ma non scientifico) il processo di Osmosi Inversa può essere immaginato come un sistema di filtrazione con una porosità del mezzo filtrante (la membrana) talmente piccola da potere trattenere anche le particelle ioniche. Le membrane utilizzate nei trattamenti dell’acqua sono costituite da polimeri di sintesi e sono arrangiate, con diverse configurazioni, in modo da sviluppare grandi superfici in piccoli volumi.

Raggi UV (Ultra Violetti)

Radiazioni, generate da speciali lampade, aventi una lunghezze d’onda ad azione germicida.

Resine a scambio ionico

Polimeri organici provvisti di gruppi funzionali (assimilabili a “ganci”) in grado di catturare ioni secondo una scala di affinità. Ad esempio, secondo questa scala, talune resine “cationiche” hanno maggiore affinità rispetto al Calcio che non rispetto al Sodio. Pertanto una resina inizialmente “caricata” a Sodio, a contatto con acqua che contiene Calcio, “scambia” il Sodio con il Calcio (cioè “addolcisce” l’acqua). Similmente ci sono resine “anioniche” in grado di scambiare anioni con analogo meccanismo. Per la rimozione dei Nitrati si impiegano resine, inizialmente caricate a Cloruro, che però hanno maggiore affinità verso i Nitrati stessi. Lo scambio ionico è reversibile e quindi le resine sono “rigenerabili” (a contatto con soluzioni molto concentrate dello ione di partenza).

Resine chelanti

Sono resine del tutto simili a quelle di scambio ionico dove però è diverso il tipo di legame tra “gancio” e “ione” (ai fini pratici è una differenza irrilevante). Il legame di “chelatura” consente di accentuare l’affinità della resina nei confronti di alcuni elementi tra i quali i metalli pesanti, particolarmente pericolosi per l’organismo umano.

SII (Servizio Idrico Integrato)

Insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione, distribuzione dell’acqua per usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

THM – Tri Halo Methans (Trialometani)

Sono i DBP che caratterizzano l'impiego di Cloro derivati come disinfettanti, quali l'Ipoclorito di Sodio o Varechina, e di cui sono una conseguenza presso che inevitabile e di più facile determinazione analitica. Il loro nome è dovuto al fatto che chimicamente sono molecole alogenate del metano (CH4) quali, ad esempio, Cloroformio (CHCl3), Bromoformio (CHBr3), Dicloro-Dibromo Metano (CCl2Br2).

Torbidità

Parametro di valutazione organolettica (cioè avvertita dai sensi) dipendente dalla presenza nell’acqua di sostanze indisciolte di qualsiasi natura, più o meno microscopiche, in grado di assorbire o deviare i raggi luminosi che ne attraversano un campione.

Valori di parametro

Sono per lo più valori limite di concentrazione di una data sostanza oltre i quali si suppone che l’acqua, rispetto alle leggi vigenti, non sia più idonea al consumo umano.